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Sushi Time: Der Perfekte Match ist Merlot Bianco!

Wie finde ich den perfekten Wein für mein Sushi?

Es gibt einen Wein, der Merlot Bianco,  der bekannt ist um sich perfekt mit Sushi zu matchen. Aber warum ist das so? Das ist eine gute Frage, die wir hier beantworten werden.

Punkt 1, Das Nischenkonzept: Nische da, und Nische dort. 

Obwohl Sushi in den letzten Jahren enorm populär geworden und so gut wie überall zu finden ist, bleibt es ein feines, exklusives und modernes Gericht. Vor allem deswegen, weil nicht jeder Sushi mag. Roher Fisch ist für manche immer noch eine Zumutung, wenn nicht ein Tabu. Und nein, Sushi ist definitiv nicht die neue Pizza, und bleibt eine Spezialität für eine ausgewählte, moderne Konsumentennische. Und es ist klar, dass hier ein dementsprechender Match notwendig ist: der passende Wein soll ebenfalls ein Nischenprodukt sein, modern, fein, exklusiv.   Der Merlot Bianco tickt im selben Takt wie Sushi:  raffiniert, nicht “irgendein” Weisswein, sondern ein Wein, den man suchen muss. Das ist es, was ein Nischenwein ausmacht: die Rarität. Sushi ist nicht “irgendein” Gericht: es sagt etwas bestimmtes über denjenigen, der ihn auswählt. Der Merlot Bianco ebenfalls.

Punkt 2, Farbe, Duft, Geschmack: das Thema “Persönlichkeit”
Welche Farben sind auf einem Sushi-Teller zu sehen? Vor allem, viel weiss durch den Reis, der auch einen sehr delikaten Geschmack hat, nur mit wenig Salz, Zucker, Reisessig und Kombu-Algen aromatisiert. Dazu kleine kromatische Akzente. Ebenfalls zart ist der Duft.  Zart, ja, aber reich an Persönlichkeit!
Und genau hier fängt das Dilemma an: wie verkopple ich Persönlichkeit und zarten Geschmack? Würden wir hier einen persönlichkeitreichen Weisswein nehmen, vielleicht sogar mit Barrique-Charakter oder mit mehr als 13° Alkoholgehalt, würde dieser unser Sushi überragen. Sofort ausgeschlossen sind daher alle aromatischen Weine sowie diejenigen mit sehr starkem Bukett.  Dann haben wir rohem Fisch, der lediglich mit etwas Sojasauce und Wasabi abgeschmeckt wird.  Es ist klar, dass so ein Gericht einem sehr gut balancierten Wein braucht. Das ist kein Risotto mit Zwiebel, Knoblauch und viel Parmesan. Das ist kein panierter Seelachs.  Der Merlot Bianco harmoniert perfekt und verschmelzt quasi in dieser Kombination für Kenner.

Punkt 3: Aber bitte kein Fett!

Sushi ist sehr erfolgreich auch deswegen, weil es FETTARM ist.  Jeder Hobby-Sommerlier weiss, dass ein fettiges Gericht einen Wein mit guter Säure braucht. Aber wie soll man einen Reis kombinieren, der so gut wie keinem bis ganz wenig Fett und Geschmack hat? Der Sushi-Reis haftet gerne im Mund weil er ziemlich “teigig” bzw. breiartig wirkt. Auch um dieses Gefühl zu balancieren braucht man Säure, und zwar eine balancierte Säure. Wir brauchen einen Wein der sehr zentriert und in der Lage ist, unseren Mund auf das nächste Sushi-Stück vorzubereiten.

Sushi ist Feinheit vieler Details.  Der Merlot Bianco ist Feinheit der Balance. Zusammen, ist es wie ein Drahtseilakt: spannende und unvergessliche kulinarische Erfahrung. Genau das richtige für anspruchsvolle Konsumenten. 

Punkt 4: DER HÖHEPUNKT

Liebst Du Sushi aber die übliche Kombination mit Jasmin-Tee oder Asiatischem Bier langweilt Dich?  Hier hast du alle Infos um neue Experimente zu wagen.  Was sicher ist: probieren geht über lesen, phantasieren, visualisieren. Der Sommer ist Sushi-Zeit, also nichts wie raus und Merlot Bianco testen: Erfahrungen wollen erlebt werden.

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Sushi Time! Lezione Di Abbinamenti

Come si sceglie il vino perfetto per il sushi?

Il Merlot Bianco si presenta fin dai suoi esordi come il compagno perfetto per un ottimo piatto di sushi. Ma perchè?

Numero uno: LA NICCHIA, ovvero il simile il simile attrae

Nelle nostre moderne tendenze enogastronomiche, il sushi è un cibo che ha un’aura fine e raffinata. E’ un cibo di nicchia, e nonostante la diffusione degli ultimi anni, resta per amatori. E’ evidente che se vogliamo fare un abbinamento adeguato anche il vino dovrà essere UN VINO DI NICCHIA.  Il Merlot Bianco ha le stesse valenze: fine, raffinato, di nicchia, un vino per chi ricerca il bianco non banale e non solito, esattamente come chi predilige il sushi alla pizza ricerca un cibo non banale e non solito.

Numero due: COLORE, PROFUMO E SAPORE
Diamo un’occhiata agli ingredienti tipici del sushi così come proposto nei nostri sushi restaurant occidentali: colori delicati, con appena qualche piccolo accento cromatico, prevale in riso, quindi il bianco. Profumo altrettanto delicato. Prevale questo riso con sapore molto delicato, appena zuccherato e salato, ed aromatizzato con aceto di riso e alga kombu. Se accompagnassimo con un vino bianco con forte personalità, nato magari in barrique o con contenuto alcolico superiore ai 13 gradi o proveniente da zona con forti caratteristiche di sapidità, andremmo ad annientare in un attimo la delicatezza di un normale sushi. Esclusi quindi anche vini aromatici e molto profumati. Abbiamo poi pesce crudo, senza condimenti particolari a parte la salsa di soia e la pasta di wasabi. Per un piatto del genere la caratteristica fondamentale del vino è l’equilibrio. Non è un risotto con soffritto, condimenti, spezie e parmigiano… e non è un pesce con salse saporite.  Il Merlot Bianco si sintonizza perfettamente con questo riso e questo pesce: il suo equilibrio è la chiave dell’abbinamento.

Numero tre: A QUALCUNO PIACE MAGRO!

Parliamo un attimo della totale pressoché totale assenza di grassi del sushi, per questo anche considerato un cibo particolarmente sano: il grasso di un piatto si bilancia con un vino dalla spiccata acidità, questo insegna il manuale del perfetto abbinatore.  E se il piatto non ha grassi? Consideriamo allora la “pastosità” del riso. Serve comunque qualcosa che aiuti a fluidificare la pastosità di un boccone di sushi. Fluidificare, non annientare. Fluidificare, e se possibile esaltare.  Serve un vino che non perda mai il proprio centro.

Un piatto di sushi si gioca sulla finezza dei dettagli: mai troppi, perchè l’equilibrio andrebbe a compromettersi. E il Merlot Bianco ha la stessa impostazione: equilibrio prima di tutto. Sushi e Merlot Bianco sono come una passeggiata su una corda sospesa: emozionante e indimenticabile poichè tutto è in equilibrio perfetto. Sono la dimostrazione che “dio li fa e li accompagna”: gemelli separati alla nascita, ma che ora possono riunirsi per la gioia del palato esigente.

Numero quattro: L’APOTEOSI

Se anche tu sei tra coloro che apprezzano un buon sushi ma non ti basta “abbinarlo in qualche modo” con tè verde al gelsomino o birra orientale perché sei alla ricerca di un’esperienza sensoriale che vada oltre …. qui hai le regole da seguire per fare del tuo sushi un momento di fusione enogastronomica fine, delicata e scintillante.  Non è fantasia, è da provare: Merlot Bianco 2016,  bello freddo e il tuo piatto di sushi. Come tutte le esperienze, vuole essere provata e non solo raccontata. Estate: it’s sushi time!

 

 

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Merlot Riserva Foffani E Salame Dentesano: Una Bella Scoperta

Merlot Riserva Foffani e Salame Dentesano:  Vino & Salame da Re!

MERLOT FOFFANI

MERLOT FOFFANI

E’ inutile: quando racconti una degustazione i profumi non si sentono. Un vero peccato per chi legge. Qualche giorno fa per puro caso presso un Cliente abbiamo degustato Il Merlot Riserva 2009 di casa Foffani insieme al  Salame Nonno Angelo del Salumificio Dentesano di Percoto. Compari di “bollino” visto che ad entrambi è stato assegnato il Merano Award.
Sei lì che annusi, e passi dal piatto col salame al bicchiere col vino, e non riesci a deciderti. Un Merlot Riserva 2009: mai più immagini che la cosiddetta “morte sua” sia con un salame. E invece…. al primo sorso ecco che gli invitati attenti del pubblico uno alla volta si illuminano.

Ma come si fa a spiegarvelo? C’è un che di ginepro che unisce questi due compari di bollino, e si fonde con i profumi terziari del vino, il pepe, il caffè e quel profumo di tempo, di pazienza, di zero fretta.  Il profumo di confettura di prugne, di prugne disidratate e rugose ma molto concentrate e potenti.

SALAME NONNO ANGELO

SALAME NONNO ANGELO

Che profumo ha il tempo? Come si fa a descrivere il profumo dell’attesa? L’attesa è… austera, ecco. E’ regale e austera. Non é l’attesa plebea di chi aspetta l’autobus nervosamente con un piede agitato e il respiro corto e inconsapevole, è l‘attesa lenta e distesa di chi non ha assolutamente premura. E’ il sapore del tempo che dal vino si fonde col salame a punta di coltello. E’ la nonfretta di chi lavora le cose prendendosi il tempo che serve.

Sinceramente non so che altro dirvi, l’abbinata mi ha sorpresa. E’ da provare. Bisogna che ci organizziamo.

Vi terremo aggiornati, perché questa cosa non finisce qui. E’ impossibile che finisca qui. Cose come questa hanno sempre un seguito. Intanto buon appetito!!! E ALLA SALUTE!

SALAME NONNO ANGELO

SALAME NONNO ANGELO

 

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Vino Rosso Di Sera, Ma Anche A Mezzogiorno – si spera!

Il Vino Rosso. E venne l’autunno, il tempo di Sua Maestà. L’inchino è obbligatorio.

vino rosso stufaE’ tornato il tempo del camino acceso, della legna che arde nella stufa, del calduccio di casa e dell’introspezione. Quando bevi un bicchiere di rosso maturo, è inevitabile mettersi a pensare. Mica per niente li chiamano vini “da meditazione”.

Mai notato? I bianchi sono frivoli e chiacchieroni, sono quelli che dopo dieci minuti già ti pare di conoscerli. Il ROSSO, invece, quello è tutt’altro: ben radicato in terra, nel tempo e nella vita, non rivela la sua identità se non ti prendi tempo per lui. E per te stesso, ovviamente. Per parlarti dei suoi anni in botte o in bottiglia vuole che tu ti prenda tempo per lui: ha voglia di raccontarti, ma ha bisogno si sapere che tu hai voglia di sentire i suoi segreti e le sue storie. Vuole sapere di te, ti ascolta paziente, perché la pazienza l’ha imparata essendo paziente. Il ROSSO induce equilibrio tra l’esterno e l’interno.

rosso reartu

Da Foffani iniziano le offerte autunnali:
si comincia con il ROSSO DOC 2008 “REARTU'”, un rosso maturo e bello arrotondato, che ha molti fans perchè non é troppo impegnativo. Un prezzo irripetibile!!

Oppure, per chi vuol proprio trovare un compagno perfetto per una carne robusta e più impegnata, il MERLOT 2007 Riserva DOC. Con quei suoi toni di legno profondo e di caffè appena accennati, la sa lunga. La prima domanda che ti fa quando lo versi nel bicchiere è: “Ma tu dov’eri nel 2007?”

Per chi è nei paraggi, fate un salto in Cantinone in Piazza Giulia a Clauiano, domenica noi ci siamo: un assaggio del Rosso o del Merlot, giusto così, per curiosità. La stagione sta per finire, e Le Loro Maestà i ROSSI vi aspettano.

merlot-riserva-rosso

Ti aspettiamo in Cantinone!

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Rosato: la storia di una serata tra ragazze

ROSATO e il suo uso in una serata d’estate.

Rosato? A volte capita. Avete presente? Un’amica che ti messaggia e ti dice “Domani sera sono da sola, dai passa che ci facciamo una serata tra noi ragazze”. girelle sfiziose-2Detto, fatto. La macchina  organizzativa si mette in moto: io porto il vino!
E’ risaputo che le serate tra ragazze meglio riuscite sono quelle senza menu, ovvero, con il menu ad alto contenuto “tossico”: patatine (un must), vol-au-vent, salatini misti, grissini con prosciutto arrotolato attorno, pizzette, focaccine… sembrava uno di quei buffet aziendali che ti danno la licenza di commettere tutti i peccati alimentari possibili.

stuzzichini1A quel punto bisognava trovare il vino in grado di accompagnarsi a quella tempesta di stuzzichini, sapori e chiacchiere: non troppo bianco, e neanche troppo rosso. Non troppo allegro, ma nemmeno troppo serio. Rosato 15

Uno che ami la compagnia, il gossip, l’atmosfera rilassata di una serata tra ragazze over-qualcosa. Insomma, uno come lui:
ROSATO DOC FRIULI AQUILEIA FOFFANI.

E’ perfetto per la perfetta serata tra ragazze: ascolta paziente tutti i discorsi femminili, mette di buon umore, sa di weekend, fa perfino sentire giovani!E proprio perché è sia bianco che rosso si adatta alle contraddizioni di ogni serata tra ragazze che si rispetti: dal “ma la sai l’ultima di Tizia?” al “noooo non dirmi… davvero..??”.

Perché le serate tra ragazze non sono roba per deboli di cuore: le tempeste non sono solo sui piatti, ma anche emozionali… si sorride, ci si commuove e si critica senza pietà. Lui, che è un Rosato DOC, affronta il momento impassibile ed affidabile: dal panzerotto con ripieno di ricotta, alla tartina col tonno, alla pasta sfoglia arrotolata attorno al würstel.

Soprattutto non dice mai “no, con questa cosa qui io non mi abbino”. Ah, avercene di tipi come lui…Morale della favola: serata improvvisata perfettamente riuscita. Le ragazze hanno votato: PER NOI IL ROSATO E’ SI’.

Ma andiamo un po’ sul tecnico

Rosato14-bott-bicc_webLa DOC Friuli Aquileia è l’unica ad avere tra i propri vini un ROSATO.
Il Rosato Doc Foffani é ottenuto da sole uve Refosco Dal Peduncolo Rosso. Per questo ha una notevole personalità, ingentilita dalla vinificazione in chiaro. Profumato di bacca rossa e piacevolmente fruttato, in bocca scivola allegro e con un’acidità equilibrata.

Come tutti i vini Foffani, rimane lungo grazie al terroir, che gli fornisce un apporto minerale delicato. Perfetto per il pesce specie se arricchito di salse o condimenti grassi, sa tuttavia essere anche aperitivo ed accompagna gioiosamente ogni buffet. Invoglia per il suo colore chiaro e la sua tonalità particolare, e grazie al suo spirito giovane e disimpegnato, si abbina a snack, cibi veloci, pranzi in piedi, spuntini e perfino alla pizza.

La personalità inaspettata dell’uva Refosco: il lato gentile e affabile di una bacca altrimenti burbera e spallata. Eppure si dice spesso: Scorza dura, Cuore tenero. Mai dare nulla per scontato quando si parla di vino….

 

 

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oleandro e garaza

19 giiugno

domenica 19 giugno 2016 – ore 17.30, presso l’azienda agricola Foffani, piazza Giulia 13, località Clauiano, Trivignano Udinese (Ud)

incontro con Giovanni Fierro
presentazione della plaquette poetica

“Oleandro e garaža”

 … e tu mi indichi / vicino alla finestra / una gioia e cinque / tulipani / gialli.

a cura di Chiara Dorigo

 

Chi è giovanni Fierro:

Giovanni Fierro è nato nel 1968 a Gorizia, dove vive.
I suoi testi sono stati pubblicati nelle antologie “Frantumi” (2002) e “Prepletanja – Intrecci” (2003) e nel dicembre 2004 nella sua prima raccolta poetica, “Lasciami così”, edite da Sottomondo Gorizia.
Nel gennaio 2007 ha pubblicato “Acque di acqua”, raccolta di sette testi, inerenti al dvd “Jùdrio” dell’artista cormonese Mauro Bon. Gli stessi testi, integrati da nuovi scritti, sono apparsi nell’antologia “Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est”, edita da Fara editore nel 2008.
Nel febbraio 2011 è uscita la sua raccolta “Il riparo che non ho”, con prefazione di Claudio Damiani e quarta di copertina firmata da Monique Pistolato, edita da Le Voci della Luna. La raccolta ha vinto il premio “Ultima Frontiera” di Volterra, Pisa, edizione 2012.
Nel dicembre 2011, cinque suoi nuovi testi a titolo “Una tregua” sono ospitati sulle pagine dell’Almanacco dello Specchio 2010 – 2011, edito da Mondadori.
La sua pubblicazione più recente è la plaquette, venti testi, “Oleandro e garaza”, pubblicata ad inizio 2015 per l’editore Qudu di Bologna.
Ha partecipato a varie letture e festival poetici in Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Repubblica Ceca. È tradotto in portoghese, sloveno, tedesco, croato, ceco e friulano. Collabora con il quotidiano Il Piccolo e la rivista IsonzoSoča. Cura la rivista mensile on line “Fare Voci. Giornale di scrittura” (www.isontina.beniculturali.it). È responsabile della collana di poesia “Fare Voci”, per l’editore Qudu di Bologna.

Ingresso libero. Si consiglia di prenotare il proprio posto!

Contattaci via telefono o mandaci un email!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

azienda agricola Foffani

Tel +39 0432 999584

www.foffani.it

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PINOT GRIGIO, UNA SFUMATURA DI CLASSE SUPERIORE

PINOT GRIGIO, un vino “giusto”, da tutto pasto

Pinot-Grigio-2015-blog

Pinot Grigio, una faccenda delicata…
Prima della ben nota storia delle cinquanta sfumature di grigio,  il “grigio che va con tutto” era una certezza.  Il Pinot Grigio Foffani, però, la sfumatura giusta ce l’ha: è un Grigio “renforcé”, con tre ore di macerazione e quel sottile senso di rosa che si vede nel bicchiere, l’unica vera sfumatura di grigio giusta.
E’ un vino da tutto pasto, che inizia dall’aperitivo, accompagna i primi e arriva anche ai secondi quando rimangono garbati e in bianco. La storia delle cinquanta sfumature non sappiamo se abbia danneggiato o portato vantaggio alla reputazione del Signor Pinot. Noi di sfumature ne abbiamo contate sempre e solo una, quella “giusta”: giallo paglierino, con un lieve ricordo di buccia di cipolla.  Altro che il colore delle nuvole!

Ebbene sì,  il Sig. Grigio, Pinot Grigio è uno preciso. Non per niente per la vendemmia 2015 ha preteso di essere definito “Superiore”. Per fortuna che con tutta questa mania per la precisione, chi ne trae tutti i benefici è colui che lo versa nel proprio bicchiere: precisino, robusto, secco, morbido, perfettamente equilibrato nel suo essere un Pinot di alto livello che parla un inglese fluente e si trova benissimo all’estero.

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Ha tutte le sue cose al posto giusto e nella quantità giusta: minerali, freschezza, rotondità.  Una volta trovato questo Signor Pinot, le altre 49 sfumature di grigio sono come un film che non prenderà mai l’Oscar.
Nome: Pinot Grigio
Cognome: di Casa Foffani
Anno di nascita: 2015
Origine: Doc Friuli Aquileia, località Clauiano

Segni particolari: Superiore, ama i mosaici

 

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MOSCATO ROSA E LA SUA FATINA

MOSCATO ROSA e la sua fatina

moscato-rosa-blog

Molti bambini hanno amici immaginari, si sa. In verità, anche alcuni adulti….. Ma che un vino avesse un’amica immaginaria, questo ancora non l’avevo sentito. Fatto sta che il Moscato di Casa Foffani un giorno durante una degustazione con un gruppo di turisti in visita, mentre lo stavo versando, mi fa: “Psst…… ti va se ti presento la mia amica?”
Quando hai tante persone a cui raccontare storie di vino, storia più storia meno non ci fai tanto caso. Dici di sì, e continui con la degustazione. Sei talmente abituata a comunicare col vino, ad ascoltarlo quando dal bicchiere ti racconta del terreno, della vigna, del sole e della pioggia, che se poi il vino ti dice che ti presenta un’amica…davvero mica ci fai caso, lo lasci parlare e poi si vedrà.

moscato-rosa-porticoFatto sta che il Moscato della Linea Fiore ha iniziato sottovoce a confidarmi i suoi segreti: “Sai, non ne parlo spesso, qui ti prendono per matto se dici certe cose ma di te ormai mi fido… Ho un’amica molto speciale, si chiama Rosa. Vive in ogni mia bottiglia. Tu dici sempre che sono eclettico, emozionante, diverso dagli altri …. Sai, è merito suo. Non è mica a caso che io mi chiamo Moscato Rosa: è perché siamo in due, qua dentro. Moscato e Rosa. Io vino, lei fata.

Ok, confesso, son rimasta un po’ così, e anche un tantino colà. Poi però ho capito cosa stava cercando di dirmi, con parole sue: c’è magia nel Moscato Rosa. C’è un senso di leggerezza e di gioiosità. C’è un’essenza dolce, ma anche minerale, c’è voglia di abbinarsi a creme, torte lievitate, pasticceria secca ed anche a formaggi erborinati. C’è voglia di giocare, e non prendersi mai troppo sul serio. Insomma, tutte cose che solo una Fatina come Rosa può far fare ad un vino.

 

E allora…. piacere di conoscerti, Fatina del Moscato 🙂 !!

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Es ist immer schön, wenn eine Gruppe kommt: wir müssen immer den richtigen Weg finden, um die Foffanity zu erzählen. Unsere Geschichten brauchen etwas Zeit, um sich zu entfalten: das alte Anwesen, der beruhigende Hof, die Weine sprechen lassen, Elisabettas Anekdoten.
Die Velogruppe von Michelangelo Travel hat sich aber richtig schnell in die Foffani-Atmosphäre eingelassen!! Zuerst Hunger (tja, Radfahren macht immer hungrig!!), und dann da ist es: das Foffani-Lächeln. Kommt bitte bald wieder, es war richtig schön mit Euch!

E’ sempre bello accogliere un gruppo: c’è l’emozione di spiegare Foffani, e per farlo serve un po’ di tempo, ci si percepisce, e si entra in sintonia.  I Cicloturisti svizzeri di Michelangelo Travel ci hanno dato pochi giorni fa proprio grande soddisfazione. A parte l’appetito (andare in bicicletta fa sempre venir fame!) sono entrati nel mood Foffani con grande trasporto: si son lasciati catturare dalla storia e dai muri che la raccontano, dal cortile che quieta gli animi, dalle storie di vini e dagli aneddoti di Elisabetta. Carissimi, non vediamo l’ora che torniate a trovarci!!! Questi sono i Sorrisi @ Foffani  che amiamo vedere!!

Cicloturisti_svizzeri

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