Abbiamo imparato che il valore della terra sta nella sua biodiversità, nella capacità dell’ambiente di adattarsi e riadattarsi alle condizioni della vita, che si sono continuamente evolute nelle ere geologiche e anche oggi continuano a mutare per vivere.
Nella storia, il contadino ha sempre lavorato la terra, applicando la propria intelligenza all’utilizzo delle risorse naturali per ricavarne un beneficio per la specie umana attraverso la specializzazione delle culture. L’invenzione dell’aratro ha consentito di affondare le erbacce per far crescere meglio in superficie le piante più utili alla sua alimentazione, riducendo così la biodiversità di quel campo – meno erbacce – per favorire  lo sviluppo della specie umana dominante.
Il gioco è non offendere troppo la natura, perché nel lungo periodo si genera un danno per tutte le specie viventi. Ed il concetto di rispetto ambientale risiede proprio nell’equilibrio tra il beneficio per l’uomo nel breve e nel lunghissimo periodo, da perseguire con intelligenza e competenza.

Il contadino. l’albero e la vigna
Il vecchio contadino sapeva che la vita del suo albero era molto più lunga della sua. Pure nel suo campo lo coltivava giovinetto perché crescesse bello e robusto. Non lo faceva pensando ai suoi figli e nipoti, ma per sé: vedeva senza accorgersi nel suo ambiente lo specchio di sé stesso, e se questo era in salute lo era anche lui.
Anche la vigna era il suo ambiente, e dunque lui. Ne aveva già piantate una e, 30 anni dopo, un’ altra sullo stesso terreno. Aveva sempre dato buoni frutti e vissuto con lui le buone e le cattive stagioni, il sole, il gelo, la primavera e la tempesta. L’ aveva curata e fatta curare dagli altri, e lei era vissuta di vita propria, come una stabile e affezionata compagna……….

La coltivazione della vigna
Il primo passo del rispetto ambientale è non usare diserbanti ( glifosato ) e inerbire i vigneti dopo il terzo anno di età. Le erbacce nel sottofila sono curate con una lama a rientro che ne taglia le radici, e l’erba nell’ interfila viene trinciata per reintegrare i terreno con apporto di azoto. Il fosforo, responsabile della lignificazione della pianta, viene riciclato lasciando sul posto i tralci dopo la potatura alla fine dell’inverno. Ed il potassio, utile per la buona maturazione dei grappoli, viene parzialmente restituito alla terra spargendo in campo le vinacce dopo la vendemmia e le fecce del vino scartate dalla cantina.

La lotta integrata volontaria e certificata
Ormai le rose ai bordi del vigneto sentinella di attacchi delle malattie non servono più. Le previsioni dettagliate di malattie zona per zona sono disponibili su Internet, con le indicazioni relative a dove e quando devono essere effettuati i trattamenti in vigna, per ogni tipo di protocollo di gestione: normale, biologico e lotta integrata .
Noi abbiamo scelto la lotta integrata, che è monitorata da ente esterno sulla base dei registri di campagna e con prelievi a campione a fine annata sulle uve e sulle foglie, per riscontrare chimicamente l’assenza di ogni sostanza nociva o non prevista a protocollo di rispetto ambientale.
Inoltre, facciamo ispezionare anche le pratiche di cantina, per attribuire ai nostri vini la certificazione SQNPI ( Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata ), che nasce, appunto, dall’uso limitato e mirato dei prodotti in vigna e dalle corrette operazioni in campo ed in cantina, lasciando il più possibile integro  l’equilibrio naturale.

Insetti antagonisti e lotta biologica
Se si esclude la lotta allo Scafoideus Titanus, insetto vettore del temibile virus della Flavescenza Dorata, per il quale è sempre obbligatorio l’uso dell’ insetticida, ormai gli insetti si combattono con armi biologiche, quali gli insetti antagonisti, la sterilizzazione delle femmine o le confusioni ormonali, che ne alterano i comportamenti.
A volte è accaduto che l’importazione di un insetto alloctono abbia grandemente danneggiato l’equilibrio naturale anche di una vasta area. E’ il caso recente della Cimice Marmorata, che sta devastando i raccolti della frutta e creando ingente disturbo anche all’uomo. Essendo un insetto grosso, non è suscettibile di trattamenti risolutivi perché troppo nocivi per tutto l’ambiente. Recentemente, è stata reperito in Giappone un’ insetto antagonista, la Vespa Samurai, che deposita le proprie uova all’interno di quelle della Cimice Marmorata, uccidendole.
Sono in corso anche in Friuli esperimenti di introduzione di questa vespa, per creare anche da noi, come in Oriente, una migliore condizione di equilibrio.
Interessante notare che, in ambiente totalmente autoctono, vent’anni fa è stato riequilibrata la presenza eccessiva del Ragnetto Rosso, erbivoro, che era dilagato nei vigneti a causa di un eccessivo uso di insetticidi indifferenziati. Vennero impiegati insetticidi meno dannosi per la biodiversità contestualmente all’uso di un prodotto sterilizzante le femmine di Ragnetto Rosso. In queste condizioni, il Ragnetto Nero, carnivoro  ghiotto di Ragnetti Rossi, con il suo appetito ha potuto riequilibrare la situazione. C’è dunque speranza anche per ridurre la devastante presenza della Cimice Marmorata, contando sull’azione della Vespa Samurai.

Altri elementi di gestione ecologica
In Friuli l’acqua di falda sotterranea non manca, ad una temperatura costante nella nostra zona attorno ai 13 gradi. Con quest’acqua condizioniamo naturalmente tutte le cantine, le vasche ed i magazzini, restituendola in falda a circuito chiuso e sfruttandone l’energia termica naturale, in frigorie.

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Il rispetto ambientale è un concetto in continuo divenire, che si evolve con lo sviluppo della tecnologia e l’evoluzione dei  regolamenti. Se l’equilibrio dinamico in agricoltura è un tema molto complesso, e poiché l’ homo faber, come ha fatto finora, sempre continuerà a manipolare le specie a proprio vantaggio, l’ultimo controllo della qualità risiede inevitabilmente nella conoscenza e nella coscienza del produttore, che vuol dire rapporto costruttivo e pulito con la natura e continua attenzione alla produzione di alimenti genuini