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MERLOT BIANCO : HO SCOPERTO UN VINO CHE ….

MERLOT BIANCO: “HO SCOPERTO UN VINO CHE I MIEI AMICI NON HANNO MAI ASSAGGIATO”: un’occasione per distinguersi
Questo dice il consumatore appassionato di vino appena prova il Merlot Bianco, se vuol far bella figura con gli amici.  Dopo questo primo pensiero, il secondo  è “se bevo un vino unico anch’io sono unico”. Il terzo pensiero, poi, è “io so qualcosa che loro non sanno, e sarò io a dirglielo…  io non sono solo molto ben informato, sono anche …più avanti”. Possiedo cioè un valore che posso trasferire agli altri, affermando le mie conoscenze.
Bianco da uva rossa, il Merlot Bianco Foffani, è un’occasoione per chi ha voglia che di distinguersi, e la sensazione di unicità fa la differenza.
Parliamo di abbinamenti?
Quando il vino ha un fattore “originalità” talmente alto è semplicemente nato per accompagnare piatti moderni e innovativi, e per accarezzare i palati più esigenti: perfetto per il vasto mondo del finger food, sushi e pesce crudo in genere, primi di pasta fresca con verdure, risotti monotematici al vino o alle verdure, formaggi cremosi… tanto per cominciare. Personalità multisfaccettata, robusta grazie alla bacca rossa, e presente da diversi anni anche sulla guida del Gambero Rosso.

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Friulano DOC 2017 : Carattere sì, Spigoli no

Friulano 2017, facciamocela semplice!

In un mondo di proposte food e beverage sempre più ricercate e impossibili, dove i vini ormai sono blu, arancioni o inventati di sana pianta in cerca dell’effetto speciale, uno dei pochi porti sicuri rimasti si chiama Friulano. E’ inutile cercare di complicarlo, di renderlo sofisticato, di interpretarlo, di stratificarlo: con lui non funziona. La sua natura è di vino lineare, preciso, coerente, e nessuno meglio di lui porta nel bicchiere queste caratteristiche. Il Friulano Foffani 2017 DOC Friuli è splendidamente semplice e autentico. E semplicità e autenticità  funzionano sempre.

Il “Bianco” tradizionale del Friuli

Colore evidente: giallo paglierino e riflessi verdi appena accennati. Al naso fiori di campo, fieno, erba. Dritto al punto.
C’è quella falsa idea in giro, che “gli spigoli siano sinonimo di carattere”. Gli spigoli sono spigoli. Il carattere invece è essere asciutto e secco, e senza spigoli.Il Friulano è come è, e non lo puoi far diventare altro. E’  autentico: un ragazzo di campagna, robusto e ben piantato nella sua vita, sa chi è ed ha le idee chiare. La mandorla finale è inscindibile: la senti, è chiara, rimane un po’ e poi passa: sa quanto può restare per non disturbare, perché -tanto per parafrasare il ballo – dopo tre minuti anche una bella mandorla stufa
Il Friulano 2017 sa benissimo quanto può restare prima di disturbare. E così te ne bevi un altro bicchiere, perché tanto lui mica disturba! E’ il perfetto “bianco da spuntino”: la frittata con le erbe è la fidanzata ideale. E poi il prosciutto di San Daniele. E poi i tramezzini. Ma io ce lo vedo anche benissimo con una bella zuppa di patate, patate al forno, patate fritte. Si trova bene con piatti contadini e semplici, perché, appunto, è un tipo semplice. Evviva, evviva!

Previsioni del tempo… previsioni di abbinamenti

In estate io di solito aspetto la prima perturbazione, un giorno e mezzo di temperatura più fresca, e ne approfitto per una bella VELLUTATA DI PATATE. Facile e veloce, ecco la RICETTA!
Ingredienti: 600 gr patate, 350 di brodo, cipolla o porro, mezzo litro di latte, burro, parmigiano, olio quanto basta, sale e pepe a piacere.
Pelare le patate e tagliarle a pezzetti, tagliare la cipolla o il porro e metterli a soffriggere con l’olio, una volta appassito aggiungere le patate e lasciare insaporire. Aggiungere brodo, latte sale e pepe e far cuocere fino a che le patate sono ben morbide, farle a pezzi con una forchetta e poi con il frullatore a immersione rendere il tutto cremoso e omogeneo. Eventualmente aggiustare con un altro po’ di brodo se serve. Aggiungere il parmigiano e il burro e servire con crostini….. e Friulano Foffani, anche fresco di cantina va benissimo. Olé.  Sento già il profumino.

Fuori un bel temporale estivo, e la vellutata di patate va giù che è una bellezza. E non sarà un caso -vero?- che “vellutata di patate” faccia rima con “estate”?

 

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BIANCO MON AMOUR, OVVERO IL MERLOT BIANCO 2017

Bianchissimo con carattere il Merlot Bianco 2017:
Come & Perché

Di carattere ne ha, e parecchio, il Merlot Bianco 2017. Figlio di un’annata difficile, si è tirato su le maniche fin da subito. Questo è il bello della vigna, quando il gioco si fa duro la vigna stringe i denti e arriva in fondo. Gelata, tempeste, nubifragi e finale con pioggia, non ci siamo fatti mancare nulla nel 2017.

Mai come quest’anno il nome “Bianco” gli calza a pennello: il suo colore bianco carta è proprio .. bianco carta. Ovvero chiaro anche se non chiarissimo, con un’evanescenza di rosa che solo i fedelissimi riescono a cogliere.

I profumi delicati, predisporrebbero a un vino delicato. Ma chi conosce il Merlot Bianco sa che è solo un trucco per distrarre i distratti: dai fiori di campo si passa alla pera, e agli spigoli cotti in forno della crosta di pane. Ma, appunto, meglio non distrarsi. Nel bicchiere c’è un Blanc De Noir: bacca rossa, quindi ossa robuste.

Meglio non sottovalutarlo!

In bocca  ti si rivela tutta la sua sostanza: acidità, corpo, alcol, morbidezza, minerali tutti insieme appassionatamente. Sapore che riempie le papille gustative e rimane… rimane …. rimane. Come sempre, dotato di naturale predisposizione all’equilibrio, eredità del terroir. Nasce robusto, e lo facciamo crescere robusto, poiché è protetto da macroossigenazione.

Abbinamenti?

Frittura, frittura über alles, da sbizzarrirsi: crostacei fritti, pesciolini, calamari, scampi a gogò. E crostini di baccalà mantecato, aperitivi estivi sfiziosi. E poi: sformatini di verdure, insalate fredde di pasta con pesce, risi freddi, salse con uova e mayo in mille varianti. Il tutto ovviamente sotto l’ombrellone, meglio se bianco 😉 , così non stona.

Imbottigliato da due mesi, è chiaramente ancora un vino adolescente, con l’apparecchio ai denti e gli occhiali grossi. Ma se da giovincello già rivela tutto questo carattere, non possiamo far altro che seguirlo nella sua evoluzione, aspettandoci qualche sorpresa strada facendo. Magari abbiamo in casa il prossimo Mark Zuckerberg dei Merlot Bianchi. Conviene tenerlo d’occhio, capisciammè.

 

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SAUVIGNON FOFFANI 2016 E IL TARTUFO SOLITARIO

C’era una volta un Tartufo tutto solo nel frigo

C’era una volta un Tartufo. Aveva alta autostima e conosceva bene il proprio valore. Aveva sentito la cifra mentre passava alla cassa del negozio di specialità alimentari.

No, questa non è la solita favola. E’ una storia vera, il Tartufo Solitario è veramente esistito, in un frigo di amici, in una cucina di una casa di un piccolo borgo in Umbria. E quando si dice Umbria, si dice TARTUFI!
Ma torniamo al Tartufo Solitario con alta autostima: se ne stava chiuso in un contenitore Tupperware azzurrino, tutto ben impacchettato perchè il suo speciale profumo non andasse disperso. Solo, dentro a un Tupperware: non era minimamente divertente. Figurarsi poi per un Tartufo con tutta quell’autostima. Egli pregava tutti i giorni: “Ti prego, Signore dei Tartufi, voglio finire la mia vita in un’esplosione di sapori, in un fuoco d’artificio di gusto e gioia, voglio rendere felici più persone possibili, ti prego Signore di Tartufi, non lasciarmi qui solo in questa scatola!”

Lui non lo sapeva, ma nella torrida estate del 2017 stava arrivando aiuto per lui, dal Nord: una persona, con l’auto carica di ottimo vino FOFFANI, stava affrontando tratti di strada con temperature fino a 43 gradi, diretta verso del borgo, e sì, addirittura verso quel frigo. Proprio quel frigo. Il vino era ben protetto nel bagagliaio, con l’aria condizionata a manetta.
Appena arrivata, un paio di bottiglie di Sauvignon 2016 finirono nel frigo… proprio in quel frigo. Il Tartufo sentì un brivido: che stava succedendo? forse che le sue preghiere al Signore di Tartufi erano state ascoltate? La sua Tartufanima seppe che c’era ancora SPERANZA.

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Tartufo, Fettuccine und Sauvignon Foffani

Nell’animata cucina era iniziata l’organizazione della cena: venne messa a bollire acqua, lo scalogno venne tagliato, il prezzemolo tritato finemente, e un sacco di ottimo olio d’oliva umbro venne versato in padella. L’aria era già piena di profumini appetitosi, quando una mano femminile tolse la scatola azzurrina dal frigo e la aprì. Sì. il Signore dei Tartufi aveva ascoltate le sue preghiere, eccome! IL MOMENTO ERA ARRIVATO!

Il Tartufo con alta autostima poté finalmente far sentire a tutti il proprio valore: gli umani presenti in cucina praticarono alcune inalazioni profonde e intonarono poi un concerto di “OOOOOhhh”, “Aaaahhhh” und “MMMMhhh” che durò per un pò.  Il Tartufo pensò che parlavano decisamente strano, tuttavia era già tanto felice.  Le fettuccine finirono nei piatti, ed egli venne grattugiato, espandendosi a dismisura nella cucina affollata. Egli aspettava l’esplosione di felicità, commenti, esclamazioni entusiasti.
Invece…. scese il silenzio. I bicchieri riempiti di Sauvignon bello freddo tintinnavano, venivano svuotati e riempiti, le mandibole masticavano e masticavano, e più di qualche sommesso “mmmmhhh” non si sentiva.

“Ehi!!!! ma… ma…..? Ma i miei fuochi d’artificio di sapori e delizia del palato…. dove sono? solo questo mormorio di mmmmhhhh e un lieve tintinnio…..? “
Il Tartufo ormai quasi finito ebbe un attimo di panico. In quel momento però uno dei commensali, probabilmente il padrone di casa, si alzò in piedi, e levando in alto il bicchiere, disse con aria seria: “Caro Tartufo Umbro, ti ringraziamo per questa esperienza. Grazie a te, ricorderemo a lungo questa cena. Perché non è stata una cena, ma un’esperienza paradisiaca. Alla tua salute!!!” Tutti gli altri commensali levarono i loro bicchieri….. e le ultime briciole di tartufo finalmente compresero.   

Tutto è bene ciò che finisce a fettuccine e tartufo

Il Signore dei Tartufi gli aveva riservato una vera a propria Ascensione, concedendogli di terminare la propria esistenza nel SACRO SILENZIO che si crea quando Fettuccine, Tartufo e Sauvignon SI INCONTRANO.  Egli era stato designato a portare un po’ di paradiso in terra a un piccolo gruppo di umani che se l’erano meritato.

Il Tartufo con alta autostima finì nel Paradiso dei Tartufi, portando con sé anche il Sauvignon Foffani.  Gli Umani indugiarono al tavolo ancora un po’ spazzolando anche le ultime briciole di tartufo dai piatti. Dopo un po’ decisero di aprire un’altra bottiglia di Sauvignon Foffani.

Tutto è bene, ciò che finisce a Fettuccine e Tartufo

sauvignon

 

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CHE NAVE PARTE DAL CANTINONE il 24 FEBBRAIO 2018?

La stagione 2018 della aperture domenicali dell’Antico CANTINONE  inizia il 25 febbraio 2018. Riparte alla grande con un’anteprima di musica dal vino… pardon, dal vivo il 24 FEBBRAIO 2018 alle ore 18.0o. Ritornano Luca Bagagli e Guglielmo Foffani con la SONATA SPERIMENTALE PER VIOLINO E PIANOFORTE, che non è semplicemente e solo una SONATA ma un vero e proprio viaggio musicale interiore.

Quattro movimenti, nell’ordine:

– Primo, largo con calma (il Mago posa gli strumenti sopra il tavolo)
– Secondo, espressivo con rigore (l’Arcano Senza Nome definisce i limiti per poterli rompere)
– Terzo, ostinato con fuoco (il Diavolo ha il coraggio di connettere con il subconscio)
– Quarto, leggero con anima (la Stella è guida e destino)

La musica non si riassume a parole, va ascoltata e lasciata entrare. I due musicisti ci dicono questo: Una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite.

Più in là del porto, quindi, cosa c’è? E dentro la musica, che altro puoi trovare? Sei curioso di andare a guardare? Sei pronto a trovare il Mago e iniziare il viaggio nel profondo delle note? Se stai ancora leggendo, la risposta è sì: sei pronto a salpare. Le risposte arriveranno.

I posti sono pochi, i Viaggiatori Curiosi e Coraggiosi sono pregati di prenotare – entrata € 10. Contattaci QUI oppure telefonicamente allo 0432999584.
Seguirà vin d’honneur per rinfrancare spirito e consapevolezza dopo la musica.

La nave parte dal porto di Clauiano, il 24 Febbraio 2018, alle ore 18.00. Vi aspettiamo a bordo.

Curriculum dei musicisti

Luca Bagagli
Nasce nel 1981, si diploma privatamente al conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli sotto la guida del M. Aldo Matassa. In seguito si perfeziona con il M. Massimo Marin (primo violino del teatro San Carlo), il M. Roberto Ranfaldi (primo violino dell’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino) e col M.Carlo Parazzoli (primo violino dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia).
Collabora e ha collaborato con prestigiosi enti lirici e sinfonici quali Teatro San Carlo di Napoli, Pomeriggi Musicali di Milano, La Verdi di Milano, Orchestra della Rai di Torino, Massimo di Palermo, Opera di Roma, La Fenice di Venezia.
Con l’Orchestra Roma Sinfonietta ha effettuato tournee con Morricone, Piovani, Bacalov in tutto il mondo. Ha suonato con nomi prestigiosi della musica leggera come Bruce Springsteen, Elton John, Peter Gabriel, Pino Daniele e molti altri.
Attivo anche nel campo della televisione, ha partecipato come orchestrale in numerose trasmissioni Rai e Mediaset.
Da qualche anno suona e gira il mondo con l’Orchestra di Piazza Vittorio, presente regolarmente in tutte le principali stagioni di prosa dei teatri italiani ed europei.
Ha intrapreso lo studio della direzione d’orchestra a Madrid con il Maestro George Pehlivanian, diventanto direttore d’orchestra egli stesso.

Guglielmo Foffani
Nasce nel 1977, comincia gli studi musicali all’età di 9 anni, concentrandosi principalmente sul pianoforte classico e manifestando presto le sue qualità compositive. A 15 anni si inizia alla musica jazz, studiando improvvisazione pianistica prima presso il Centro Professione Musica di Milano e poi presso la Scuola Civica di Jazz, sempre a Milano. A 20 anni si avvicina al tango argentino. Unendo le espressività del jazz e del tango, sviluppa una tecnica di improvvisazione molto personale. Ha dato concerti in Italia, Spagna, Germania, Regno Unito e USA. È pianista stabile del progetto Ayahuasca Tango.
Ha ottenuto il Dottorato in Ingegneria Biomedica presso la Drexel University (Philadelphia, USA), e lavora come ricercatore all’Hospital Nacional de Parapléjicos di Toledo (Spagna) e presso il Centro Integral de Neurociencias A.C. di Hospitales Madrid (Spagna). Nel 2009 riceve il Premio Olympus per Giovani Ricercatori della Società Spagnola di Neuroscienze.

 

 

 

 

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… e i loro occhi guardarono con grande MIRABILIA

MIRABILIA: una Rete di Bellezza e Storia

Lo sapevate? Esiste un Network che si chiama MIRABILIA – European Network of Unesco Sites: 13 Camere di Commercio Italiane hanno creato una Rete che mette in collegamento luoghi inaspettati densi di significato storico, culturale ed ambientale nei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. In altre parole, UNA RETE DI BELLEZZA E DI STORIA che appartiene a tutta l’Umanità. E Clauiano è un piccolo satellite dell’ultima arrivata in questa Rete: Palmanova, con la sua pianta unica, e le sue straordinarie mura, è a soli quattro chilometri da noi.

Il TURISMO quindi inesorabilmente comincia a chiedere qualcosa di più: non solo vedere, scattare le foto, mangiare un panino e scappare via verso il prossimo monumento per ricominciare la sequenza ma anche e soprattutto GUARDARE, ASSORBIRE, COMPRENDERE, INTEGRARE E, infine, DIVENTARE UNO con ciò che ha innescato la meraviglia. Il turismo frenetico/consumista da criceto che corre nella ruota e non vede veramente nulla vira quindi in una direzione chiara… finalmente. Ci sono già le prime avanguardie di questo Nuovo Turismo, e a Clauiano (piccolo Borgo Medievale Felix)  le incontriamo spesso: turisti che si prendono il tempo

Rallentiamo? Sì, rallentiamo!

Appena entri nell’antico cortile di Casa Foffani a Clauiano, automaticamente RALLENTI e ti ricordi di respirare, ti accorgi di colori ed odori, e ti fondi con ciò che ti circonda.
Ospiti importanti in visita ieri pomeriggio a Casa Foffani: nell’ambito del progetto MIRABILIA, ci ha visitato una delegazione di ospiti stranieri: operatori turistici interessati al Turismo Culturale provenienti da Bulgaria, Austria, Lituania, Stati Uniti e Gran Bretagna. Insieme al Sindaco di Trivignano, dopo aver visitato PALMANOVA sono passati da noi …….. e anche loro hanno rallentato. Ci hanno ASSORBITI: tra costruzioni storiche, mosaici e storie di vino, il Turismo della Nuova Era si esprime perfettamente.

Certo, un buon calice di Merlot Bianco aiuta sempre a rallentare, a fermarsi, a fare quattro chiacchiere.

Vieni ad “assorbire”

La Vita stessa è Patrimonio dell’Umanità, certo dipende da come noi vogliamo e scegliamo di  viverla: l’affannato criceto che corre via da essa, oppure l’uomo saggio che decide di rallentare e “assorbirla”. In alto i calici a Clauiano! Chi decide di rallentare da noi è al posto giusto.

I nostri Ospiti, i padroni di Casa, la sig.a Cappelletti della Camera di Commercio di Udine, il Sindaco di Trivignano Cav. Fedele, e ovviamente il Merlot Bianco.  Cin cin!

… e i loro occhi guardarono con grande MIRABILIA.

Ci sono altre visite in corso, e stanno toccando tutti i siti Unesco regionali coinvolgendo realtà culturali, istituzioni e imprese. Sono state organizzate dalla Camera di Commercio in collaborazione con PromoTurismo Fvg, i Comuni di Aquileia, Forni di Sopra, Palmanova e Cividale e la Fondazione Aquileia e hanno collaborato inoltre le Amministrazioni comunali di Trivignano e di Corno di Rosazzo.

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I Nostalgici del Friulano: La Minoranza Buongustaia

friulano etichetta

I Nostalgici Del Friulano

C’è una minoranza silenziosa, quella dei nostalgici del Friulano. Minoranza silenziosa ma buongustaia, amante del bianchetto sì, ma con carattere. Il nome con la “T” non si può più pronunciare, ma per loro, per i nostalgici, ancora si chiama così. Sono una nicchia, nascosti qua e là, hanno imparato ad apprezzare anche altri vini e per l’aperitivo spaziano dalla bollicina al fermo e assaggiano tutto, ma in fondo al cuore, quella nostalgia del “Signor T.” non li molla.

 

Non sono giovanissimi, per lo più. Qualche accenno di bianco nella barba o nei capelli c’è.  Quel vino li riporta a momenti di maggiore leggerezza, a tempi in cui le cose fluivano.

A tutti questi nostalgici, volevamo dire che c’è ancora del buon Friulano in giro. Di quello fatto in purezza, cento per cento. Non è un vino che va di moda, lo sappiamo. E’ per pochi. Ma quei pochi possono passare di qua per un sorso di gioventù. Un bicchiere di bei ricordi a cui guardare con un pò di gioia e un pò di malinconia.

Friulano 2016 Doc Friuli

Il Friulano Foffani è un bravo ragazzo: inizia con quel il suo colore paglierino e i tenui riflessi verdognoli, e già lo sai cosa ti aspetta. La personalità “furlana” non si smentisce: i sentori freschi di fiori di campo e mandorla precedono il sapore chiaro ed equilibrato. E’ un vino maschile, perchè va dritto al punto. In bocca è perfettamente bilanciato, e adori il modo in cui ti fa arrivare al retrogusto così asciutto e minerale.

Così poi ne bevi un altro sorso, non per il sorso in sè, ma per il finale di quel sorso.

E ti vengono in mente le frittate alle erbe di nonna, le fette di pane bianco con la crosta dura e profumata su cui la banconiera ti appoggiava con un sorriso le fette di San Daniele tenuto fuori dal frigo perchè si ammorbidisse, con il grasso un pò sudato.

Oggi ne parliamo e lo ricordiamo perchè si è rifatto il look ed è entrato anche lui nella Linea Fiore: anche lui un bel Fiore Giallo come i suoi colleghi Pinot Grigio e Sauvignon, ma con una speciale capsula gialla coordinata, tanto per ribadire la sua personalità diversa. 

Quindi, tranquilli: da Foffani il Friulano in purezza ancora c’è. Per la soddisfazione della Minoranza Silenziosa dei Nostalgici. Sappiate che VI CAPIAMO.

Vi aspettiamo a Clauiano.

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ORMAI CI SIAMO: FESTA GHIOTTA IN ARRIVO!

Cari Amici, ormai ci siamo: la FESTA GHIOTTA a Casa Foffani è in arrivo! Mancano due giorni, da noi i preparativi fervono. Vi siete liberati dagli impegni rimandabili, vero? Perchè noi vi aspettiamo per condividere insieme la soddisfazione di DUE RICONOSCIMENTI e la voglia di raccontarvi ASSAGGI ALLA MANO i nostri vini. E ricordatevi che ci sarà anche il SALUMIFICIO DENTESANO con altri due Salami PREMIATI, quindi se non è GHIOTTA QUESTA FESTA noi proprio non sappiamo che altro proporvi.

L’Evento è anche QUI

Ricordatevi che per chi utilizza INSTAGRAM  (Link QUI)  c’è un invito speciale per tutti gli #IGERSFVG: venite, fotografate le impressioni della festa, e segnalatecele con l’hashtag #fotografafoffaniclauiano : per 5 di voi che posterete le vostre foto c’è la possibilità di portarvi a casa una bottiglia del nostro vino, e di avere accesso alla mostra dell’opera completa della pittrice antroposofica MARGHERITA GABRIELLI, una visita guidata esclusiva e a porte chiuse, una vera chicca a sorpresa per gli appassionati d’arte!

Siete ancora in tempo, rimandate gli impegni rimandabili e passate da Clauiano  con tablet o smartphone…. ai bicchieri ci pensiamo noi, voi metteteci la creatività. SABATO 7 OTTOBRE DALLE ORE 16 A CLAUIANO PRESSO L’ANTICO CANTINONE!

#fotografafoffaniclauiano
#igersfvg #igersud #igerspn #igersts #igersgo

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Sushi Time: Der Perfekte Match ist Merlot Bianco!

Wie finde ich den perfekten Wein für mein Sushi?

Es gibt einen Wein, der Merlot Bianco,  der bekannt ist um sich perfekt mit Sushi zu matchen. Aber warum ist das so? Das ist eine gute Frage, die wir hier beantworten werden.

Punkt 1, Das Nischenkonzept: Nische da, und Nische dort. 

Obwohl Sushi in den letzten Jahren enorm populär geworden und so gut wie überall zu finden ist, bleibt es ein feines, exklusives und modernes Gericht. Vor allem deswegen, weil nicht jeder Sushi mag. Roher Fisch ist für manche immer noch eine Zumutung, wenn nicht ein Tabu. Und nein, Sushi ist definitiv nicht die neue Pizza, und bleibt eine Spezialität für eine ausgewählte, moderne Konsumentennische. Und es ist klar, dass hier ein dementsprechender Match notwendig ist: der passende Wein soll ebenfalls ein Nischenprodukt sein, modern, fein, exklusiv.   Der Merlot Bianco tickt im selben Takt wie Sushi:  raffiniert, nicht “irgendein” Weisswein, sondern ein Wein, den man suchen muss. Das ist es, was ein Nischenwein ausmacht: die Rarität. Sushi ist nicht “irgendein” Gericht: es sagt etwas bestimmtes über denjenigen, der ihn auswählt. Der Merlot Bianco ebenfalls.

Punkt 2, Farbe, Duft, Geschmack: das Thema “Persönlichkeit”
Welche Farben sind auf einem Sushi-Teller zu sehen? Vor allem, viel weiss durch den Reis, der auch einen sehr delikaten Geschmack hat, nur mit wenig Salz, Zucker, Reisessig und Kombu-Algen aromatisiert. Dazu kleine kromatische Akzente. Ebenfalls zart ist der Duft.  Zart, ja, aber reich an Persönlichkeit!
Und genau hier fängt das Dilemma an: wie verkopple ich Persönlichkeit und zarten Geschmack? Würden wir hier einen persönlichkeitreichen Weisswein nehmen, vielleicht sogar mit Barrique-Charakter oder mit mehr als 13° Alkoholgehalt, würde dieser unser Sushi überragen. Sofort ausgeschlossen sind daher alle aromatischen Weine sowie diejenigen mit sehr starkem Bukett.  Dann haben wir rohem Fisch, der lediglich mit etwas Sojasauce und Wasabi abgeschmeckt wird.  Es ist klar, dass so ein Gericht einem sehr gut balancierten Wein braucht. Das ist kein Risotto mit Zwiebel, Knoblauch und viel Parmesan. Das ist kein panierter Seelachs.  Der Merlot Bianco harmoniert perfekt und verschmelzt quasi in dieser Kombination für Kenner.

Punkt 3: Aber bitte kein Fett!

Sushi ist sehr erfolgreich auch deswegen, weil es FETTARM ist.  Jeder Hobby-Sommerlier weiss, dass ein fettiges Gericht einen Wein mit guter Säure braucht. Aber wie soll man einen Reis kombinieren, der so gut wie keinem bis ganz wenig Fett und Geschmack hat? Der Sushi-Reis haftet gerne im Mund weil er ziemlich “teigig” bzw. breiartig wirkt. Auch um dieses Gefühl zu balancieren braucht man Säure, und zwar eine balancierte Säure. Wir brauchen einen Wein der sehr zentriert und in der Lage ist, unseren Mund auf das nächste Sushi-Stück vorzubereiten.

Sushi ist Feinheit vieler Details.  Der Merlot Bianco ist Feinheit der Balance. Zusammen, ist es wie ein Drahtseilakt: spannende und unvergessliche kulinarische Erfahrung. Genau das richtige für anspruchsvolle Konsumenten. 

Punkt 4: DER HÖHEPUNKT

Liebst Du Sushi aber die übliche Kombination mit Jasmin-Tee oder Asiatischem Bier langweilt Dich?  Hier hast du alle Infos um neue Experimente zu wagen.  Was sicher ist: probieren geht über lesen, phantasieren, visualisieren. Der Sommer ist Sushi-Zeit, also nichts wie raus und Merlot Bianco testen: Erfahrungen wollen erlebt werden.

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Sushi Time! Lezione Di Abbinamenti

Come si sceglie il vino perfetto per il sushi?

Il Merlot Bianco si presenta fin dai suoi esordi come il compagno perfetto per un ottimo piatto di sushi. Ma perchè?

Numero uno: LA NICCHIA, ovvero il simile il simile attrae

Nelle nostre moderne tendenze enogastronomiche, il sushi è un cibo che ha un’aura fine e raffinata. E’ un cibo di nicchia, e nonostante la diffusione degli ultimi anni, resta per amatori. E’ evidente che se vogliamo fare un abbinamento adeguato anche il vino dovrà essere UN VINO DI NICCHIA.  Il Merlot Bianco ha le stesse valenze: fine, raffinato, di nicchia, un vino per chi ricerca il bianco non banale e non solito, esattamente come chi predilige il sushi alla pizza ricerca un cibo non banale e non solito.

Numero due: COLORE, PROFUMO E SAPORE
Diamo un’occhiata agli ingredienti tipici del sushi così come proposto nei nostri sushi restaurant occidentali: colori delicati, con appena qualche piccolo accento cromatico, prevale in riso, quindi il bianco. Profumo altrettanto delicato. Prevale questo riso con sapore molto delicato, appena zuccherato e salato, ed aromatizzato con aceto di riso e alga kombu. Se accompagnassimo con un vino bianco con forte personalità, nato magari in barrique o con contenuto alcolico superiore ai 13 gradi o proveniente da zona con forti caratteristiche di sapidità, andremmo ad annientare in un attimo la delicatezza di un normale sushi. Esclusi quindi anche vini aromatici e molto profumati. Abbiamo poi pesce crudo, senza condimenti particolari a parte la salsa di soia e la pasta di wasabi. Per un piatto del genere la caratteristica fondamentale del vino è l’equilibrio. Non è un risotto con soffritto, condimenti, spezie e parmigiano… e non è un pesce con salse saporite.  Il Merlot Bianco si sintonizza perfettamente con questo riso e questo pesce: il suo equilibrio è la chiave dell’abbinamento.

Numero tre: A QUALCUNO PIACE MAGRO!

Parliamo un attimo della totale pressoché totale assenza di grassi del sushi, per questo anche considerato un cibo particolarmente sano: il grasso di un piatto si bilancia con un vino dalla spiccata acidità, questo insegna il manuale del perfetto abbinatore.  E se il piatto non ha grassi? Consideriamo allora la “pastosità” del riso. Serve comunque qualcosa che aiuti a fluidificare la pastosità di un boccone di sushi. Fluidificare, non annientare. Fluidificare, e se possibile esaltare.  Serve un vino che non perda mai il proprio centro.

Un piatto di sushi si gioca sulla finezza dei dettagli: mai troppi, perchè l’equilibrio andrebbe a compromettersi. E il Merlot Bianco ha la stessa impostazione: equilibrio prima di tutto. Sushi e Merlot Bianco sono come una passeggiata su una corda sospesa: emozionante e indimenticabile poichè tutto è in equilibrio perfetto. Sono la dimostrazione che “dio li fa e li accompagna”: gemelli separati alla nascita, ma che ora possono riunirsi per la gioia del palato esigente.

Numero quattro: L’APOTEOSI

Se anche tu sei tra coloro che apprezzano un buon sushi ma non ti basta “abbinarlo in qualche modo” con tè verde al gelsomino o birra orientale perché sei alla ricerca di un’esperienza sensoriale che vada oltre …. qui hai le regole da seguire per fare del tuo sushi un momento di fusione enogastronomica fine, delicata e scintillante.  Non è fantasia, è da provare: Merlot Bianco 2016,  bello freddo e il tuo piatto di sushi. Come tutte le esperienze, vuole essere provata e non solo raccontata. Estate: it’s sushi time!

 

 

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